Cari amici, soci, conoscenti, simpatizzanti… in questa pagina potete lasciare commenti ed impressioni, consigli e suggerimenti ma soprattutto i "vostri ricordi" e le "emozioni" che avete provato durante una qualsiasi esperienza in montagna.
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  1. Giusy

    “Oggi tutti in cima… la vista è impagabile” … e così sarà…

    lo sguardo si perde in uno scenario spettacolare: come in un abbraccio l’arco alpino aostano si apre ai nostri occhi, presentando i giganti delle Alpi: dal Monte Rosa innevato con la capanna Margherita fino al Gran Paradiso, ammirando la magnificenza della gran Becca: il Cervino, avvolto nelle nubi che a tratti scompaiono ….. il Monte Bianco. Il sole che splende in un cielo terso e con poche nubi, ravviva i colori delle valli verdi sottostanti, dei piccoli laghi e delle vette minori.

    Noi siamo in cima alla Becca di Nana (o Falconetta), quota 3010 m.: è poco dopo mezzogiorno e si, ci siamo tutti.

    Rina ha mantenuto la parola: ci ha guidato fino alla vetta, rallentando e fermandosi per compattare il gruppo, che seppur di sole nove persone, era variegato e differente nel passo.

    Ho iniziato il racconto dalla fine: in fondo raggiungere la mèta è di per sé così affascinante da far dimenticare la fatica della salita. E quest’oggi il sentiero è stato lungo (segnavia 3 e 3A ), qualificato come E per poi divenire EE nel tratto finale causa il fondo di sfasciume, con un dislivello previsto di circa 1.200 metri, da percorrere in  3 h di cammino o poco più.

    Siamo in Val d’Ayas: la partenza è da Mandriou, piccolo paesino dopo Antagnod e distante da Champoluc circa 10 km, dove parcheggiamo le auto.  Sul lato sinistro di una bella chiesetta (ben tenuta e chiusa!), dove è situata una fontana zampillante di acqua fresca, parte il sentiero che si inerpica tra le poche case della frazione, per poi entrare in un bosco di larici, attraversare un pianoro e diventare un sentiero tra 2 steccati che separano pascoli “privati”. Lasciamo sulla sinistra un agriturismo, con tovaglie a quadretti bianchi e rossi stese ad asciugare e un profumo di arrosto che pervade l’aria circostante, mentre sulla destra avvistiamo un laghetto, che dal luogo di pace della mattinata riscopriremo come luogo di ritrovo e giochi per molti bimbi e famiglie nel pomeriggio.

    Il percorso prosegue su un sentiero dal fondo un po’ sconnesso, intravediamo una croce di legno ed una chiesetta che lasciamo a lato per rivedere più tardi e nel tempo di riunirci tutti, Raf si abbevera all’ultima acqua…. così recita la scritta su un sasso. Dopo un breve consulto delle cartine e tracce GPS, vista la segnaletica presente ma non proprio visibile, si riparte. Il sentiero, comincia ad avere una maggior pendenza. Il gruppo si allunga, chi ha il passo agevole sale facilmente, in 2 più un angelo custode di nome Davide pensiamo di chiudere il gruppo con tutta calma. Ulteriore stop a quota 2.590 metri, come indicato da altra scritta su una gran roccia, poco sotto un punto panoramico. E qui è l’inizio della fine…, siamo alla parte finale: il sentiero diventa più ripido, arduo per il fondo pietroso e sconnesso, per il terreno friabile, le gambe pesanti (almeno per me), il sole alto, sono circa le 11,30 del mattino…la cima è giusto dietro la montagna che abbiamo difronte. Gli altri sono avanti e Davide ci sollecita a camminare tranquillamente e a non mollare. Il sentiero passa sotto delle rocce e scavalla un passo o forcella che sia e da lì si vede la croce di ferro. Altri passi e anche noi, ultimi del gruppo, siamo arrivati. In realtà la cima di Becca di Nana è orizzontale e la punta è qualche metro più avanti della croce.

    Pranziamo e di nuovo ammiriamo ciò che ci circonda: la luce è cambiata al punto che riusciamo a scorgere maggiori dettagli delle montagne che ci circondano e speriamo che Terry abbia scattato un sacco di foto. Non saprei descrivere i particolari che i nostri occhi stanno osservando.

    Il rientro, lungo la stessa strada, è di buon passo, ci fermiamo alla chiesetta e alla croce di legno con l’iscrizione S.R.  e S.A posta sui bracci della croce: che cosa significa? Una domanda senza risposta.  Riprendiamo la discesa, ci aspettano birra e gelato all’agriturismo, in compagnia di: mucche, toro (che si fa desiderare per una foto), maialini rosa talmente puliti da far concorrenza alla pubblicità del lato B dei bambini ..é tempo di festeggiare. 

    Si brinda alla vetta raggiunta e a Paola, che oggi ha affrontato il suo primo 3000 e i suoi primi 1.200 metri di dislivello.

    Io brindo:

    a chi ha scelto questa gita in una valle bellissima,

    a chi ha ridotto il proprio passo veloce per adeguarsi a chi cammina più lento,

    a chi ha pazientemente accompagnato anche una lumachina come me,

    a chi ha lasciato nel silenzio che ciascuno godesse del panorama e del proprio cammino,

    a tutti noi, per lo spirito di gruppo moltiplicato… (io la penso così: le cose belle sono da moltiplicare…sono contagiose; ciò che è meno bello è da condividere perché il suo peso sia più leggero)

    Dai, contagiamoci dalla voglia di camminare, in montagna, in compagnia!!!

    Buone ferie a tutti! Ci vediamo a settembre!

    Giusy

  2. Giusy

    DALO' E LAGUNC'

    12 persone si aggirano alle 6.30 del mattina nel parcheggio in via Bassi a Concesa, in quel di Trezzo s/Adda. 
    Il tempo di decidere gli autisti e le macchine e via.. Partenza per la Val Chiavenna. 
    Davide, Marco e Paolo,  ci porteranno a destinazione dove ci attende Pic.. Ma alla prima occasione Paolo fa la sua strada.. 
    Solo Moreschi che raccoglie sempre tutti i gitanti prima del confine di stato, ci farà riunire per la seconda (o forse la prima) colazione del mattino. 
    Si riparte! Ci raggiungono Giovanni e Simona e in breve siamo al parcheggio di destinazione. Ci troviamo a San Giacomo Filippo. 
    L'accoglienza é calorosa, 3 cavalli biondi ci aspettano scuotendo la criniera per essere coccolati, ma noi siamo intenti a prepararci per la salita. 
    L'obiettivo di Qs giornata é Dalò-Lagunc, percorrendo il sentiero che si inerpica per circa 800 metri di dislivello. Il tempo oggi nn preoccupa, il sole tarda ad uscire ma la pioggia è prevista solo nel tardo pomeriggio. 
    Comincia la salita, Giovanni in testa ci guida con passo tranquillo su un sentiero ripido tra i boschi di faggi e betulle, dopo aver lasciato la piccola frazione di Uggia. Alla prima occasione lo sguardo si volge ai monti alle nostre spalle, che Pic ci illustra in dettaglio:  monte Mater,  la spalla della diga di Truzzo, i profili turriti della Camoscera, cima Emet.. 
    Continuiamo lungo il sentiero che diventa più dolce e conduce ad un pratone.. Attraversatolo, proseguiamo sulla mulattiera per giungere a  Dalò.. Siamo partiti alle 9.45 e in 45 minuti siamo a metà del percorso, avendo fatto anche la metà del dislivello. Prima tappa: acqua. fresca alla fontana, due chiacchiere con qualche locale che parla con nostalgia di un paese che oggi é solo un ricordo, una breve visita alla piccola chiesa del paesino, sorrisi per un mercatino di giocattoli usati allestito su una panchina da alcuni bimbi, ma soprattutto scatta il dito sul cell o macchina fotografica per chi ne é provvisto, verso i monti che ci guardano e che ci sono stati prima indicati. Il sole fa capolino tra le nuvole e la luce muta i colori del paesaggio. Si riprende il cammino attraverso il prato che costeggia la chiesetta bianca di Dalò per raggiungere la grande croce e lo spettacolo delle montagne si apre ai nostri occhi: la catena montuosa col pizzo di Prata in testa, il Pizzo Badile.. E nn so quante altre cime, le cascate dell'Acquafraggia e il piccolo borgo di Savogno, la val Bregaglia, la cittadina di Chiavenna..
    Ci aspetta Lagunc a meno di un'ora e così ci incamminiamo infilandoci in boschi di castagno  sul sentiero proprio alle spalle della grande croce. 
    Un gioiello di paese, fatto di baite ristrutturate e raccolte attorno ad un laghetto. Ci aspetta l'ultimo tratto: la piccola chiesetta in pietra e poi l'arrivo all'altro balcone. Tutto appare più maestoso, il sole irradia le valli, i prati fioriti, il frinire dei grilli. C'è chi rimarrà al sole a chiacchierare e chi, dopo pranzo, decide di camminare ancora un po' . Nn so cosa abbiano visto dato che io rimango nel primo gruppo beatamente ad arrostirmi al sole. 
    È tempo di scendere, la prima parte della discesa riprende il percorso della salita poi si svolta a sinistra per località Pianazzola e quindi Chiavenna. Che dire! Silenzio, concentrazione, la strada è solo gradini, scalini, e ancora scalini è gradini… Peccato nn averli contati.. Ma le mie gambe, e nn solo le mie, fanno Giacomo Giacomo e nn certo in onore del paese da cui abbiamo iniziato la giornata! 2 ore di discesa e tanta soddisfazione  per la giornata e per essere scesi indenni. Ci meritiamo una sosta al bar. 
    I saluti e il rientro.. Il cielo si sta annuvolando dietro di noi. 
    Anche oggi, mi son detta, ne é valsa la pena. La montagna ripaga sempre la fatica, per la bellezza dei panorami, i suoni, i colori…é emozione, sorpresa, conoscenza.. Eh già, ho conosciuto un posto nuovo e persone nuove.. che spero di rincontrare nelle prossime occasioni e che ringrazio per il tempo condiviso nelle chiacchiere e nel silenzio. 
    Alla prossima. 
    Giusy

  3. giovanna

    Ciao a tutti!

    Da molto tempo non scrivo su questo blog e vorrei spendere qualche parola sul Raid dell’Elba appena concluso.

    Sono trascorsi 14 anni dal precedente, al quale non avevo partecipato in quanto non conoscevo ancora il Cai. Inoltre, è per me anche la prima volta che mi trovo su questa splendida isola.

    Come ogni anno ci si ritrova per passare qualche giorno in mtb in compagnia degli irriducibili del Raid, a volte anche con qualche ben accetta new entry. Particolarità di questo Raid è la presenza di due gruppi: bikers e trekkers, in tutto trenta partecipanti.

    Si parte tutti insieme il venerdì nel tardo pomeriggio dal porto di Piombino e durante la navigazione abbiamo la possibilità di godere del meraviglioso tramonto in compagnia dei gabbiani che volano nei dintorni dell’imbarcazione. In lontananza possiamo intravedere l’isola di Capraia e le coste della Corsica.

    Alloggiamo in hotel a Fetovaia, dove si trova una delle spiagge più belle dell’isola.

    Durante queste giornate ci dirigeremo verso il Monte Perone, salendo il primo giorno su un bel tratto di divertente sterrato, ondulato e sabbioso, sotto un sole caldissimo e circondati da piante di vario tipo e fiori profumati e coloratissimi che crescono naturalmente ovunque sull’isola. Percorso che ripercorreremo poi in discesa l’ultimo giorno sotto una lieve pioggia, che ci riporterà infangati, ma soddisfatti ai nostri alloggi.

    Il giro più impegnativo per dislivello lo lasciamo al secondo giorno per raggiungere il Monte Calamita, dove ci aspetta un esteso bike park, passando prima per la bella spiaggia di Lacona ed il caratteristico borgo di Capoliveri. A metà percorso, come i veri ciclisti, provvediamo a fare una pausa rifocillate innaffiata da un buon vino del posto…

    Il giorno successivo lo passiamo a riposo visitando la vicina Pianosa, un’isola protetta e ben conservata, dove il turismo è praticato in modo limitato e controllato per poterne mantenere la naturale bellezza. Piccole porzioni del suo territorio sono coltivate dai pochi detenuti rimasti ad abitare l’isola in precedenza adibita a carcere. In un breve giro iniziato in bici e proseguito a piedi si possono ammirare i resti degli edifici rimasti sull’isola, le affascinati rocce che si sporgono a ridosso di un mare trasparente e ricco di fauna ed i colori e gli odori delle varie specie di piante che vi crescono.

    In queste giornate ci ha accompagnato un bel cielo sereno. Solo l’ultimo giorno ci ha tenuto compagnia la pioggia, ma non ci ha fermato!

    Voglio chiudere ringraziando tutti i partecipanti di questo Raid per i momenti indimenticabili passati insieme, per avere condiviso queste esperienze in luoghi meravigliosi  e nella speranza di viverne molte altre. Un ringraziamento particolare agli organizzatori per la passione che ci mettono nel pianificare questi viaggi. Un saluto di cuore a tutti i bikers che c’erano e a quelli che avrebbero voluto esserci, ma che per diversi motivi non hanno potuto partecipare.

    Alla prossima da Giovanna e…   biciiiiii!!!!!!!!!!

  4. Giovanna

    Ciao a tutti,
    ieri si è svolta la gita Cai al Monte Faiè, in Piemonte.
    Siamo partiti in diciannove con una giornata che non prometteva bene per quanto riguarda il meteo. Tuttavia, siamo stati fortunati in quanto non abbiamo trovato pioggia. Purtroppo nella mattinata il cielo è rimasto coperto, ma ci ha comunque permesso di godere del meraviglioso panorama che avevamo davanti.
    Partenza dal paese di Mergozzo che si trova sull’omonimo lago, confinante con il Lago Maggiore.
    Il percorso iniziava su una stradina di sassi che si addentrava nel bosco, fino ad arrivare ad uno spiazzo dove si trova un Eremo dedicato a San Giuseppe. Situato in una bella posizione panoramica, si stende su un bel prato, con coloratissime fioriture di azalee e rododendri.
    Poco dopo, la maggior parte del gruppo prosegue per la cima del Monte Faiè. Il percorso permette di osservare i bellissimi scorci verso valle. Nonostante la carenza di indicazioni arriviamo alla cima da cui si può ammirare il panorama mozzafiato sui laghi sottostanti e sui monti che avevamo davanti, lievemente velati dalle nuvole.
    Ripartiamo sotto un timido sole verso il Rifugio Fantoli, dove parte dei nostri ha già approfittato per un buon pasto.
    Dopo la sosta, riprendiamo la strada del ritorno in discesa, a tratti nell’ombra bosco, a tratti sotto il sole che nel frattempo si era fatto piuttosto caldo. Incontrando ruscelli e ciuffi di fiori, concludiamo la nostra escursione nel bel paesino da cui siamo partiti.
    Un ringraziamento a tutti i partecipanti, in particolare agli organizzatori. Alla prossima!
    Giovanna 

  5. paolo

    17 APRILE VAL VERZASCA (LOCARNO/CANTON TICINO)
    Ma non scrive più nessuno sul blog? Allora lo faccio io…
    E' la prma escursione "pedestre" del CAI nel 2016 e – per quel che mi riguarda – la prima gita giornaliera che organizzo dal lontano settembre 2013… Le premesse – in termine di iscrizioni – sono ottime: martedì sfioriamo già le 30 adesioni tra Trezzesi e Gorgonzolesi. Poi si mettono le previsioni meteo che già da metà settimana sono nefaste. Infatti non si iscrive quasi più nessuno e raggiungiamo "solo" quora 32. Sabato i dubbi meteo sembrano svanire: pioverà e anche tanto. Fioccano le disdette e da 32 scendiamo in poche ore a 22. Che si fa? Il pullman ormai è prenotato e quindi si parte. Angosciante sveglia alle 5,10. Partenza da Trezzo, tappa a Gorgonzola e poi via in autostrada. A Como inizia il ticchettio della pioggia sui vetri del bus. Ridacchio e dico al mio vicino Danilo: "Si sta sfogando adesso, vedrai che sole tra un pò!!". Arriviamo a Locarno: piove a dirotto. Ahi… Saliamo in val Verzasca e arrivati a San Bartolomeo si scende e si parte sotto la pioggia. Terry si scatena con le prime foto. Raggiunto il bivio per Corippo inizia l'escursione ufficiale che in teoria ci dovrebbe portare fino a Sonogno. Dopo un'altra mezz'ora abbondante di cammino raggiungiamo un punto dove il sentiero non c'è più, coperto com'è da una specie di cascata creatasi in seguito alle abbondanti pioggie di questi giorni. Proviamo a passare con l'aiuto di una corda di sicurezza ma un piccolo incidente con annesso bagno di un paio di escursionisti fa desistere i più che fanno dietro front e ritornano a Corippo per proseguire il percorso sulla vicina strada asfaltata. I pochi passati oltre la cascata riprendono il cammino e si ricongiungono al resto del gruppo a Oviga. Si riparte uniti e si raggiunge Laverteggio, poi senza ulteriori problemi uno spettacolare ponte a due arcate, il Ponte dei salti (vedi gallery fotografica). Avanti, ma ancora per poco: un'altra cascata – ben più grande della prima – sbarra di nuovo il sentiero e questa volta non ci resta che tornare sui nostri passi e raggiungere di nuovo Laverteggio. Dopo la sosta pranzo i più partono per una breve escursione extra: raggiungiamo un alpeggio e poi torniamo indietro sotto la pioggia battente. Il buon autusta ci fa penare un pò prima di raggiungerci e di permetterci di cambiare i vestiti fradici d'acqua. Durante la prima parte del viaggio di ritorno c'è un silezio tombale: molti – stanchi e infreddoliti – fanno infatti un pisolino rigenerante. Prima delle 6 siamo già a Gorgonzola, 20 minuti dopo a Trezzo. Fine dell'avventura.
    Che dire? Peccato per il tempo che abbiamo trovato e che ci ha permesso di completare solo 1/3 del percorso previsto. Ci riproveremo nel 2017 ma questa volta in autunno per poter gustare pienamente le bellezze della valle che oggi abbiamo visto solo in parte.                                                                               Il Canton Ticino è una zona poco toccata dal nostro CAI ma offre molte splendide camminate alla portata di tutti che meritano di essere fatte. L'anno prossimo, oltre alla Val Verzasca bis, vedremo di proporre una gita escursionistico-culturale a Bellinzona.
    Ma il 2017 è lontano e il programma CAI 2016 è appena iniziato: quindi adesso spazio ai bikers il prossimo 1° maggio, poi la settimana successiva tocca di nuovo ai camminatori, questa volta in Piemonte sulla panoramica cima del monte Faiè.                                                                                                       Con la speranza di rivedere vecchi amici e di conoscerne dei nuovi.
    Paolo         
     
     

    • Anonimo

      Ciao Paolo,
      il tuo commento sull’interessante escursione in Val Verzasca, che ha avuto diverse defezioni da parte di persone che si erano iscritte, mi offre lo spunto per sottolineare che in questi ultimi anni sempre più persone che vanno in montagna si affidano alle previsioni meteo del giorno prima rinunciando ad entrare in contatto con la montagna se il tempo è avverso.
      Normalmente ciò può essere considerato saggio ma molto spesso capita che le previsioni annunciate siano sbagliate e si perde quindi l’occasione di poter vedere certi posti che magari non si avrebbe altra opportunità di vedere.
      Ma la montagna è bella in tutte le stagioni ed bella anche quando piove, lo abbiamo constatato noi domenica, quando, grazie alla pioggia che ha fatto ingrossare il torrente e le numerose cascate d’acqua, ci hanno permesso di godere uno spettacolo affascinante di movimenti tumultuosi e irruenti dell’acqua.
      Inoltre la pioggia conferiva una particolare luce alle storiche case in pietra dei piccoli borghi incontrati lungo il percorso dando all’ambiente un aspetto tipico da cartolina in bianconero.
      È stata proprio una giornata interessante, bella …. anche se un pochino “umida”.
      Terry

  6. Paolo

    31 MAGGIO VAL D'AVERO
    Domenica è stata la mia prima gita CAI dopo un anno e mezzo, trekking estivo escluso. Ho rivisto con piacere – tra gli altri – il neo papà Andrea, la maga delle torte Anna e la simpaticissima Simona. Il tempo è stato decisamente bruttino: ha piovuto quasi sempre e siamo stati costretti a interrompere la nostra escursione all'Alpe d'Avero, dove siamo stati ospitati e rifocillati con abbondanti dosi di tè caldo da una gentilissima signora che ci ha fatto entrare nella sua bella baita. Non è stata quindi una gita super memorabile, ma non certo per colpa di chi l'ha organizzata. Queste poche righe non le scrivo quindi per raccontare cose particolari che ho visto o fatto ma per salutare chi c'era e soprattutto per ricordare con tanto, tantissimo affetto un carissimo amico che in questo momento sta affrontando una salita ben più faticosa di quella che abbiamo intrapreso domenica scorsa. Un amico conosciuto proprio al CAI parecchi anni fa e che a poco a poco è diventato per me sempre più importante. Con lui e con altri amici abbiamo fatto tante escursioni, anche extra CAI. Le nostre mangiate ai rifugi, l'ultima il 6 gennaio alla Capanna Mara sotto il Bolettone, sono state memorabili. La mia speranza, il mio augurio è di poterlo rivedere e riabbracciare presto…        

  7. Giovanna

    Ciao a tutti,
    anche quest’anno si è concluso il nostro raid, non senza un po’ di nostalgia.
    Nonostante le condizioni meteo ci siano state piuttosto avverse, abbiamo avuto la possibilità di visitare dei luoghi veramente interessanti e meravigliosi. A causa della nebbia ci sono, in gran parte, stati negati i bellissimi panorami che si sarebbero potuti ammirare. Tuttavia, per quanto ci è stato possibile, abbiamo saputo apprezzare quanto ci è stato dato vedere in alcuni momenti.
    Siamo partiti il giovedì pomeriggio in diverse macchine cariche di “bici e amici” verso l’altopiano dell’Alpago, provincia di Belluno. Arrivati la sera presso Hotel Trieste nel centro abitato di Tambre, alla porte della foresta, ci rimpinziamo in vista delle fatiche che ci avrebbero aspettato il giorno successivo.
    Il venerdì, dopo colazione, si procede alla preparazione-manutenzione bici. Il tempo non promette bene, ma non ci arrendiamo e ci avviamo verso la foresta. I faggi si presentavano in tutta la loro bellezza. Purtroppo, dato il cattivo tempo dei giorni precedenti, in diversi tratti del percorso, abbiamo dovuto proseguire a piedi, portando a mano le nostre bici. La presenza del fondo stradale bagnato, foglie, radici, sassi, rendevano i sentieri difficoltosi. Inoltre, durante la pausa per il pasto, avevano iniziato a scendere le prime gocce. La pioggia incessante e il freddo ci hanno costretto ad accorciare il percorso programmato di alcuni chilometri. In ogni caso, grazie alla nostra sapiente guida emiliana, abbiamo avuto la possibilità di conoscere, oltre il luogo dal punto di vista naturale, anche la storia del territorio e della popolazione che lo occupava, i Cimbri.
    Questo popolo di falegnami arrivava dal nord Europa, con il compito di costruire navi per la Repubblica di Venezia. Era difatti dedicato a loro il museo che abbiamo visitato il giorno successivo.
    Il venerdì sera abbiamo pernottato in un agriturismo che ci ha deliziato con i propri prodotti, mentre dopocena, uno dei nostri amici ci ha tenuto compagnia con un filmato di uno dei suoi viaggi in mtb nel sud-est asiatico, che ci ha fatto sognare ad occhi aperti…
    La mattina successiva, si presentava un timido sole caldo ci ha permesso di ammirare la piana circostante: un tappeto verde, macchiato dall’ombra di alcune nuvole passeggere e sullo sfondo la grande foresta.
    Dopo un breve tratto in piano ci addentriamo nella spettacolare foresta di faggi. Qui seguiamo diversi sentieri, mentre il sole arriva a sprazzi tra le cime di questi alberi altissimi. Abbiamo anche la fortuna di avvistare poco lontano il passaggio di un branco di cervi. Iniziamo poi a salire, trovandoci purtroppo tra le nuvole ed arrivando ad un’altura da cui si sarebbe potuto ammirare un panorama che spaziava fino alle Dolomiti. Purtroppo questo ce lo siamo solo potuto immaginare…
    Nel pomeriggio abbiamo sostato al museo della cultura cimbra, dove grazie alla guida interna della struttura abbiamo potuto conoscere un po’ meglio la gente che anticamente occupava questi luoghi. Qui erano esposti i vecchi attrezzi da lavoro che venivano utilizzati per la costruzione delle barche e diversi modellini di laboratori e navi.
    La domenica mattina non è stata clemente. Ci siamo svegliati con una fitta pioggia che ci ha costretto a cambiare il programma, optando per una passeggiata nel bosco e lasciando le bici a riposo.
    Durante questi pochi giorni, nel gruppo abbiamo avuto la possibilità di conoscerci meglio e di godere della reciproca compagnia, nonostante il cattivo tempo. Il gruppo era vario, ma ci siamo divertiti in ogni circostanza. Ringrazio per questo tutti i ventuno partecipanti, che questa volta non sto a nominare uno per uno… In particolare gli organizzatori, Raffaele e Federico, che, arrivato dall’Emilia, in quella che è la sua terra d’origine, ci ha spiegato con passione tutto quello che sapeva su questi bei luoghi.
    Per quanto mi riguarda, mi porto a casa un bellissimo ricordo di questi giorni e mi auguro sia così anche per gli altri.
    Ci si vede alle prossime pedalate! Ciao!
     
    Ps: se ho dimenticato o sbagliato qualcosa, scrivete!
     
     
     

    • Fabio

      Cara Giovanna, non hai dimenticato nulla.
      Le emozioni, e i sapori del raid, riaffiorano al suono delle tue parole.
      Immagini lontane, evocative, forse sfuocate (colpa della nebbia ?!) ma reali ci accompagneranno fino al prossimo tour, sempre in sella sulla nostra fedele mountain bike.
      Un grazie a tutti per la bella esperienza 🙂
       

  8. Giovanna

    Ciao a tutti!
    Oggi si è svolta la nostra gita in mtb nella zona di Grumello.
    Si è trattato di un giro non troppo lungo, circa 30 km, e non eccessivamente impegnativo, anche se con alcuni strappi non indifferenti…
    Tuttavia, il gruppo se l’è cavata bene! (Non avevo dubbi…)
    Ci è stata anche concessa una bella giornata di sole, con qualche folata di vento. Nei giorni scorsi il meteo è stato piuttosto stabile, il che ci ha permesso oggi di pedalare, nei divertenti tratti di sterrato, su un bel fondo stradale, asciutto e compatto.
    Inoltre, il bel tempo ci ha permesso di ammirare lo splendido panorama.
    Ringrazio tutti i partecipanti per questa bella giornata, per la compagnia, per la pazienza: Aldo, Roberto, Piero, Andrea, Umberto, Mara, Giovanni e, in particolare, Raffaele.
    Alla prossima!

  9. amministratore Post author

    Cari amici,

    da questa pagina vogliamo nuovamente ringraziare Sergio per la bellissima serata dedicata alla proiezione del suo viaggio in India.

    Approfittiamo per diffondere l'articolo apparso su "La Gazzetta dell'Adda" lunedì 24 novembre 2014: per accedervi clicca qui.

    Grazie Sergio, aspettiamo con ansia le immagini del tuo prossimo viaggio!!!

    CAI Trezzo sull'Adda

    • Sergio

      Ciao a tutti,
      colgo anch'io l'occasione per ringraziare il CAI e tutte le persone che sono intervenute alla proiezione.
      E' stato un bel momento di condivisione e l'occsione di rivedere amici.
      Alla prossima!
      Sergio

  10. Giovanna

    Ciao a tutti!
    Anche quest’anno si è concluso il nostro week end sulle Dolomiti ed anche quest’anno è stato magnifico! Anzi di più! Ogni volta riesco a mettere da parte dei ricordi stupendi grazie alle meraviglie che la natura ci offre ed alle persone con cui li si condivide.
    Rispetto agli anni precedenti, in questa escursione il gruppo era ridotto… Difatti eravamo solo in undici partecipanti… Immagino, in generale, che le condizioni meteorologiche di questa strana estate abbiano condizionato un poco le valutazioni della gente in tale ambito. Tuttavia, nonostante le previsioni non fossero rosee, direi che siamo stati veramente fortunati. Il sabato ci siamo goduti la salita in una bella giornata di sole, con solo alcune nuvole passeggere. Di conseguenza il percorso fino al Rifugio Carducci, dove era previsto l’alloggio per la notte, è stato piacevole nonostante la pendenza fosse abbastanza impegnativa.
    Lasciate le auto in località Bagni di Moso, iniziamo la nostra escursione attraversando la splendida Val Fiscalina imboccando un bel sentiero, a tratti ombreggiato, dove da un certo punto possiamo ammirare la Croda De’Toni. Proseguiamo fino al Rifugio Comici, dove ci fermiamo per una sosta e ricompattiamo il gruppo. Mentre aspettiamo Andrea racconta una barzelletta a me e a Terry, in quanto sostiene che non si può andare via dal Comici senza farlo…(battutona!) Da qui ripartiamo in direzione del Carducci, passando per la forcella Giralba. Questo rifugio di trova in una stupenda posizione circondata da queste maestose montagne e dove si intravede la valle sottostante.
    Al rifugio veniamo a sapere di una frana che ci obbliga a variare parte del percorso previsto per il giorno successivo. Quindi, essendo arrivati in anticipo sulla tabella di marcia, si decide di risalire la Forcella Maria, in programma per la domenica, prima di ritornare per la cena. Il Carducci dispone di una cinquantina di posti letto (gli spazi sono molto ridotti e sono frequenti le testate, almeno per me…) e quella sera c’era il pieno. Si mangiato bene, bevuto e ci di è divertiti passando una bella serata in compagnia.
    La mattina dopo il paesaggio era una meraviglia. Una distesa di nuvole basse, che sembravano cotone, nascondevano la valle sottostante.
    Ci facciamo la classica foto di gruppo e ripartiamo risalendo la Forcella Giralba, imboccando poi il sentiero che ci avrebbe condotti al Rifugio Pian di Cengia. Per arrivarci si poteva optare per un percorso di guerra che la rifugista aveva consigliato per la bellezza ed il panorama, ma i nostri capigita, valutando i possibili rischi, hanno giustamente deciso di farci proseguire su un sentiero più sicuro. Al Pian di Cengia facciamo una breve sosta dopodiché proseguiamo per il Locatelli.
    Nonostante il cielo sia nuvoloso, abbiamo la possibilità di ammirare le spettacolari Tre Cime di Lavaredo. Iniziano a scendere le prime gocce di una debole pioggia quando decidiamo di intraprendere la lunga discesa che ci riporta alle auto.
    È il quarto anno consecutivo che partecipo alla classica gita di settembre sulle Dolomiti proposta dal nostro Cai, ed ogni volta è un’esperienza sempre più bella ed emozionante. Voglio ringraziare tutti i partecipanti per la simpatia, la disponibilità, l’aiuto reciproco che non manca mai nei momenti di bisogno.
    Grazie quindi a Terry, Andrea, Franca, Francesca, Fabrizio, Anna, Mario, Davide e in particolare agli organizzatori, Cristiano e Raffaele (ci rifai la scimmia la prossima volta?).
    Alla prossima!!!
    Gio

    • andrea

      Ciao Giovanni,  parole sacro sante le tue.  La due giorni sulle dolomiti è un appuntamento che non è mai saltato.  Ci sarà un perché.   E' stra bello e la compagnia divertente.   Un grazie di cuore a Cristiano a Raf  ed a tutti i partecipanti.   Al 2015 !!!
       

  11. Paolo

    20/26 LUGLIO: TREKKING INTORNO AL GRAN PARADISO
    E' impossibile riassumere in poche righe le sensazioni, le emozioni, i ricordi di una settimana di trekking conclusasi da pochissime ore.
    Ci proverò comunque…
    Tanta pioggia e freddo e poco, pochissimo sole…
    Tante ore di cammino, dislivelli importanti, passaggi non sempilici (abbiamo atraversato con l'aiuto di una corda di sicurezza un torrente "in piena" e il ghiacciaio di Moncorvè)…
    La grande soddisfazione di aver raggiunto cime di altezza non trascurabile per dei semplici escursionisti (La Tresenta, 3609 m, il Taou Blanche, 3438 m)…
    Panorami indimenticabili come la vetta del Gran Paradiso, i ghiacciai, i tantissimi laghi, la piana del Nivolet, il pian del Nel, dove sorge il rifugio Jervis (a proposito: non mancate all'escursione al rifugio prevista dalla ns. sezione per il prossimo 21 settembre, non ve ne pentirete)…
    Gli avvistamenti di stambecchi, camosci, marmotte "cicciotte"…
    I colori dei boschi e soprattutto dei tantissimi fiori che ricoprivano i prati da noi attraversati… 
    Ma soprattutto i tanti momenti di divertimento, di allegria, di serenità e anche di aiuto reciproco che hanno unito i 20 partecipanti al trekking:
    Giuseppe D., 1° responsabile e giustamente definito "Grande Capo" per la sua competenza, preparazione, capacità organizzativa;
    Danilo e Corrado, che  – insieme a me – sono stati i "generali" aiutanti del "Grande Capo" nella gestione del gruppo;
    Carmen, Enrico, Lillino e Rina, le 4 "new entry" del trekking;
    Mario e la sorella Anna, Angelo e Laura, Giuseppe G. e il "baby" Francesco, Giuseppe M., Paolo M., Giancarlo, Davide, Luca, Michele…
    Un grazie a tutti e arrivederci al 2015.
    Paolo R.

    • Giuseppe G.

      Caro Paolo, hai riassunto molto bene la settimana trascorsa insieme ricordando i momenti che abbiamo vissuto.
      Hai ragione, e’ quasi impossibile descrivere tutto, ma tutto e’ impresso nella memoria: paesaggi, animali, persone, momenti…….sono cose difficilmente dimenticabili.
      Un saluto a tutti ed un ringraziamento a chi ha assistiti quotidianamente , come il Grande Capo ed i Generali Assistenti di Campo. Giuseppe G.

  12. Giovanna

    Ciao a tutti!
    Devo dire che mi dispiace per chi non ha partecipato al giro dei 5 laghi della scorsa domenica… È stata veramente una bella gita!
    Eravamo un bel gruppo di ventidue persone, molto vario per età, tecnica e preparazione.
    Durante il viaggio di andata in pullman, il cielo era cupo, aveva iniziato a piovere e questo ha creato un tantino di incertezza, ma ha vinto l’ottimismo! Non una goccia di pioggia in tutta la giornata!
    Prima di partire, veloce colazione al ristoro in loc. Bortolotti, da dove poi abbiamo imboccato il sentiero 228 che conduceva al lago Succotto. Inizialmente, costeggiamo la condotta che ci porta all’interno del bosco. Continuando a salire, arriviamo ad una spiazzo dove si trova la casa del custode e ricomponiamo il gruppo, che, durante la salita, si era disgregato. Da qui imbocchiamo il sentiero che ci porta verso il Lago Nero. A 2070 mt, ci troviamo nel punto più alto del percorso. Da qui si prosegue pressoché in quota. Tutta questa parte è ancora coperta di neve, ma fattibilissima, facendo un pò d’attenzione in nei tratti più ripidi. Tuttavia, camminare sulla neve è stato bellissimo! Il panorama era stupendo, anche se purtroppo in diversi momenti le nubi non ci hanno permesso di ammirarlo al meglio. In questo tratto, mantenendoci pressapoco alla stessa altezza, abbiamo avuto modo di vedere prima il lago d’Aviasco e poi i Campelli, ancora in gran parte coperti di ghiaccio. Uno spettacolo! (Guardate le foto appena saranno pubblicate sul sito, anche se dal vivo è davvero un’altra cosa…)
    Ci fermiamo presso la diga per una pausa, per poi incamminarci verso l’ultimo lago, il Cernello. Presso la baita ci raggruppiamo e ripartiamo per la lunga discesa.
    A fine gita mi sembravano tutti abbastanza soddisfatti.
    A me personalmente, il giro è piaciuto molto. Non l’avevo mai fatto e ne sono venuta a conoscenza tramite una collega e una cliente e l’avevo poi proposto ad Alberto, che è stato poi impossibilitato a partecipare (alla prossima Albe!)
    Ringrazio tutti i partecipanti, in particolare qualcuno che non sto a nominare (loro lo sanno), che spero vorranno partecipare anche in futuro.
    Grazie.
    Giovanna

  13. Anna

    Ciao a tutti,
    è un vero e proprio peccato non aver potuto partecipare alla gita organizzata dal Pic… questa sembrava proprio una gita Indolor (questa è una battuta da Brevi ahahah).
    Ci tenevo a specificare che la Anna menzionata per la torta squisita purtroppo non sono io; i miei competitors  si difendono bene, ma le mie torte preparate con tanto amore, restano sempre le più apprezzate sul bus del CAI!!!
    Che dire… l’altro giorno mentre guidavo sotto l’acquazzone/tempesta ho ripensato tanto al nostro RAID… e mi sono rivista in versione “ciclista” mentre pedalavo tra lampi, tuoni e grandine nei boschi di Masun…
    Che bei momench!
    Cara Giovanna, nel tuo commento ben descritto, hai tralasciato un momento cruciale del nostro viaggio: il gemellaggio italo-sloveno con il team EVERGREEN!!! I nostri balli “sensuali” hanno infranto i cuori di 2  bei “giovani” sloveni che aimè né io né Betty rivedremo più… Che dire supereremo anche questa!
    Vi abbraccio tutti,
    Alla prossima
    Anna V. Raid!

    • terry

      Ciao Anna, aver perso l’escursione alla Torre de Signame è stato un vero peccato, tuttavia il programma Cai dell’anno in corso prevede ancora belle ed interessanti escursioni alla portata di tutti e altrettanto interessanti, come ad esempio quella del Monte Barone che si svolgerà domenica 8 giugno.
      Non perdere quindi un’altra occasione per trascorrere una intera giornata in mezzo ai monti in compagnia di tanti amici …. e non è escluso che qualcuno  pensi anche al “dolce”.
      A presto
      Terry 

  14. Giovanna

    Ciao a tutti!
    La scorsa domenica si è svolta la gita escursionistica in Valchiavenna.
    Siamo partiti da Trezzo in un piccolo gruppo di sei persone. Pochi iscritti, purtroppo, per questa escursione, non troppo faticosa, che si è svolta in una bella giornata di sole.
    Arrivo alle 8 a Gordona e partenza in salita verso la Torre del Signame. Il sole è caldo, ma il percorso si svolge per la maggior parte all'interno del bosco, quindi abbastanza ombreggiato.
    Poco dopo ci fermiamo ad ammirare la cascata del torrente Boggia. La vista è spettacolare, in particolare dal ponte che l'attraversa, dove veniamo spruzzati dall'acqua dove, nonostante l’altezza,
    l'imponente getto ci raggiunge con i suoi schizzi. Da questo punto si ha, inoltre, una stupenda vista sull'orrido sottostante.
    Proseguendo il cammino, arriviamo ad piccolo gruppo di case tipiche della zona, Avert Signame, costruite in  pietra e lasciate, purtroppo, in abbandono.
    Arrivati poi alla Torre del Signame, che si trova in un bel punto di vista panoramico a circa 650 Mt, si può ammirare tutta la Valchiavenna, con i diversi paesi, i campi coltivati, le montagne circostanti e il fiume Mera che l'attraversa.
    Dopo una piccola pausa, ci dirigiamo verso Cà Pipeta, che prende il nome dal vecchio proprietario amante della pipa… Anche questa casa è stata abbandonata. La sua particolarità è nel tetto, o meglio, il tetto non è stato "costruito", in quanto consiste in un unico grosso masso, sotto il quale sono stati eretti i muri in pietra della casa, che in tal modo fa un effetto impressionante.
    Ripartiamo in leggera discesa per poi risalire di circa 500 mt, fino a ad arrivare in una zona di alpeggio, preceduto da belle distese di felce, dove, su uno spiazzo erboso, ci concediamo una pausa per riposare e mangiare qualcosa.
    Qui ci sono le tipiche abitazioni sparse qua e là e poco sopra le capre al pascolo che raggiungono con il loro belare. Da questa posizione abbiamo una vista su parte della Valchiavenna e sui paesini che si stendono a piccole macchie sulle montagne davanti a noi.
    Ripartiamo da qui, ripercorrendo in gran parte la strada fatta all'andata, scendendo fino alle auto, dove ha termine la nostra bella gita.
    Ringrazio i partecipanti: Giovanni, che l'ha organizzata, Renzo e Giusy, le new entry, Mario, fotografo ufficiale, e Anna, che ci ha un'altra volta deliziato con una delle sue famose torte.
    Alla prossima! Ciao!
    Giovanna 

  15. Giovanna

    Ciao a tutti!
    Non posso non dire due parole sul raid 2014: troooppo belloooo!
    Ovviamente non sono mancati gli imprevisti, ma è stato tutto prontamente risolto. Non è semplice mettere d'accordo tante teste, ma grazie allo spirito di collaborazione, umiltà, divertimento, con cui vengono interpretati questi "viaggi" si arriva sempre ad una soluzione che mette d'accordo tutti.
    In effetti il raid è proprio un viaggio, ma non solo fine a se stesso, in quanto si tratta di un momento di conoscenza e condivisione di una stessa esperienza, considerata da diversi punti di vista. Ognuno con il proprio carattere, con una propria opinione, ed infine con una diversa preparazione fisica e tecnica… Nonostante tutto mi sembra di aver visto soddisfazione da parte di tutti i partecipanti.
    Siamo partiti in diciassette (che bel gruppone!). Carico bike a Trezzo ore 12 e via, tutti gasatissimi!
    Arrivo la sera all’hotel in località Mašun, che sarà la nostra base, dove ci accoglie, tra buio e vento, un orso ligneo di due metri, qualora non si fosse capito chi è il padrone… Inoltre, un tronco d’albero con una serie di motoseghe infilate nel fusto, davanti all’entrata, conferiva al luogo un aria un tantino inquietante… Dopocena, non poteva mancare la passeggiata digestiva nel bosco buio e silenzioso, abitato solo dagli animali della foresta. Però, stellata magnifica.
    Il primo giorno ci spettava un giro di 80  km circa, dislivello 900 Mt. Dopo pochi km, alcuni dei nostri hanno la fortuna di vedere un cucciolo di orso poco distante, che però sparisce tra gli alberi solo pochi secondi…Si procede per una ventina di km in discesa, arrivando al suggestivo castello di Snežnik. Qui lasciamo le bici e ci addentriamo per una visita guidata.
    Ci dirigiamo poi verso il lago Cerknšiko , restando più o meno in quota. Qui rilassiamo e pranziamo sulle rive del lago, dove circola anche un salame offerto da Ivan. Riprendiamo poi la lunga, ma non faticosa, salita su strada sterrata verso l’hotel.
    La giornata è stata soleggiata e poco nuvolosa fino agli ultimi km, quando ha iniziato a piovere a dirotto. Via di corsa! L’acqua cadeva fredda fino a ghiacciarsi… Non sentivo quasi più le dita… Quindi la stanze calde dell’hotel erano più che gradite…
    Il secondo giorno il sole si alternava ad una lieve pioggerella, quindi abbiamo fatto un bel giro anche grazie alla gradevole temperatura. Dopo una lunga discesa su sterrato, attraversiamo alcuni paesini, fino ad arrivare alla nostra destinazione, Rakov Šcocian. Qui lasciamo le bici e scendiamo a piedi in queste grotte carsiche con ponti naturali di roccia, sotto cui scorre il fiume che attraversa questa regione. Tra la varia e fitta vegetazione, gli scorci sono magnifici e impressionanti.
    Il percorso, che si sarebbe sviluppato su 70 km, ha subito alcune variazioni, allungando il tracciato previsto di un quindicina di km.
    Ci sono stati alcuni imprevisti, ma tutto è stato risolto grazie alla disponibilità dei partecipanti e all’unità del gruppo. Infatti, la cosa più bella è come ognuno si dia da fare offrendo il proprio aiuto nei momenti di difficoltà. È qui che vien fuori lo spirito di collaborazione e l’umiltà di chi partecipa a questo genere di attività. Aiutarsi sul percorso da seguire, darsi una mano per i problemi tecnici, tenere unito il gruppo, sostenendo e incoraggiando soprattutto che si trova in maggiore difficoltà, senza farlo sentire di peso. Raf e Ivan hanno sempre tenuto il team sotto controllo. Giovanni ha portato lo zaino di Eli, oltre al proprio, andando poi a recuperarla in auto, mentre Matteo e Adriano si sono subito occupati della sua bike in modo che partisse più velocemente. Matteo ha poi gentilmente effettuato il lavaggio di diverse bici, tra cui la mia… grazie… Adriano ha poi provveduto a medicare Battista che, arrivato all’hotel, si era accorto di essersi ferito dopo una caduta.
    La giornata è stata faticosa soprattutto per via delle salite impegnative (più di 1200 mt di dislivello), ma arrivati alla base, sudati, infangati e fradici, ci aspettava una bella doccia calda. La sera quindi riposo più che meritato… Poi a cena tutti insieme a raccontarsi la giornata e chiacchierare liberamente, con un bicchiere di vino e gli squisiti piatti locali serviti all’hotel.
    Il terzo giorno ci alziamo già con pioggia battente. Rischio ammutinamento di parte della squadra… A colazione si vedono girare le diverse versioni di abbigliamento: ciclista, escursionista, turista e indecisi… Si organizza quindi una giornata di turismo mirata alla scoperta degli aspetti naturali e tradizionali della zona. Prima tappa località SvišÄiaki, si procede poi verso la Chiesa e il Castello di Prem, fino ad arrivare alle spettacolari grotte di San Canziano, dove rimaniamo per circa un’ora e mezza ad ammirare stalattiti e stalagmiti e le tracce delle antiche esplorazioni. Subito dopo una passeggiata all’interessante museo itinerante, che si sviluppa su un percorso in gran parte all’aperto.
    Pranzo a base di vino offerto da Aldo e Giovanni e salame offerto da Matteo.
    Ultimo giorno. Carico bagagli, saluti all’hotel e via, verso SvišÄiaki, luogo di villeggiatura con belle casette dai tetti molto spioventi, per una mattinata di escursionismo. Si sale al Monte Nevoso, circa 1790 mt. di altezza, 700 mt. di dislivello, tempi a/r ore 3-3,5. Temperatura 2 gradi e vento fortissimo, distesa di pini mughi che si coprivano di un leggero strato di ghiaccio man mano che ci si avvicinava alla cima, da dove si poteva avvistare la Croazia. Inutile fare commenti sul paesaggio, è solo da vedere. Al rifugio ci si scalda con un buon tè caldo fruttato.
    Una volta scesi, via verso agriturismo Prifiletu (dove si produce una rinomata grappa al ginepro, tipica della zona) per un abbondante pranzo finale. Non è mancato il classico discorso da parte delle new entry del raid e ringraziamenti vari.
    Per quanto mi riguarda, posso solo dire che conserverò un bellissimo ricordo di questi giorni.
    Voglio ringraziare tutti i partecipanti: Terry, Ivan, Fabio, Giovanni, Alberto, Adriano, Matteo, Aldo, Nicola, Steven, Flaminia, Anna, Elisabetta, Andrea, Battista. Infine un ringraziamento particolare a Raffaele, perché c’è, come sempre.
    Concludo per questo raid con un motto ispirato da Anna: Dai partiamo!!!!!!
    Alla prossima!
    Giovanna 

    • Sergio Confalone

      CHE INVIDIA, MALEDETTI !!!
      Sergio Confalone CAI Trezzo

  16. Giovanna

    Ciao a tutti!
    Si è svolta oggi la nostra gita “mtb sul Garda”.
    Eravamo un bel gruppo, abbastanza numeroso e vario.
    Arrivati a Garda e scaricato le bici abbiamo subito avuto a che fare con salita abbastanza impegnativa, prima su asfalto, poi su sterrato. Poi via di corsa su belle discesone e tratti misti.
    I panorami erano molto belli, anche se il tempo non ci ha consentito di ammirarli al meglio… Tuttavia il cielo si è aperto verso mezzogiorno, dandoci la possibilità di goderci il resto della gita.
    Sulle montagne sopra il lago sono presenti numerosi sentieri di varia difficoltà. La molteplicità degli stessi ha creato alcune difficoltà di orientamento in relazione tracciato previsto… Ci sono quindi state delle variazioni dell’ultimo minuto, che ci hanno comunque portato a esplorare strade nuove. Ad un certo punto il gruppo stesso, notevolmente disgregato, si è trovato a prendere due percorsi diversi, fino poi a ricompattarsi alla fine della bella discesa dalla Valle dei Mulini.
    Come dice “qualcuno”, il bello è anche perdersi e provare percorsi nuovi.
    Nonostante la fatica e qualche imprevisto, spero che tutti si siano divertiti e che abbiano passato una bella giornata, sia per gli amici esperti, sia per le nuove leve.
    Ringrazio tutti per la partecipazione.
    Alla prossima!
    Giovanna

  17. Giovanna

    Ciao a tutti!
    Come va? È da un po’ che nessuno scrive nulla in questo blog!!! C’è l’eco qui! Sveglia raga!!!
    Allora? Com’è andato l’inverno? Per quanto mi riguarda non ho ancora messo via gli sci… Credo mi farò un’ultima sciata questa domenica… La stagione è andata molto bene. Tra lo sci di fondo e è lo sci-escursionismo mi sono divertita parecchio.
    Per quanto riguarda il fondo, che per me è al primo posto tra le attività invernali, ho cercato di andare a sciare il più spesso possibile. Lo consiglio a tutti quelli che stanno leggendo e hanno voglia di provare o hanno curiosità riguardo a questo sport.
    Quest’anno siamo stati fortunati in quanto a neve. C’è n’era a volontà, quindi, nonostante le temperature più alte della norma per questa stagione, c’è stata la possibilità di viverla e di sbizzarrirsi a piacere.
    Inoltre, quando si è in buona compagnia, come con gli amici del Cai, è veramente un peccato perdersi queste esperienze.
    La mia novità di questo inverno è stato il corso di sci-escursionismo. Dalle prime lezioni di scesa su pista, con l’aiuto e la pazienza dei nostri istruttori, che ringrazio, alla prima salita con le pelli sotto lo sci, posso solo dire che è stata veramente una bella esperienza, che voglio ripetere il prossimo anno.
    Infine, due parole sui posti meravigliosi in cui siamo stati. Quando ti trovi sulle montagne innevate è magnifico, sembra di essere su un altro pianeta. Io frequento la montagna in inverno da soli due anni e devo dire che ogni volta che ci vado è sempre più bello. Non so come dire… È incentivante… Ti fa venire sempre più voglia di tornare…
    Adesso però via con le due ruote!!!
    E voi invece? Com’è andata la vostra stagione??? Su! Dai! Raccontate un po’ !
    A presto!
    Gio

  18. Giovanna

    Ciao a tutti!
    Anche quest’anno è finita la nostra gita sulle Dolomiti. Sono stati due giorni veramente intensi. Eravamo un bel gruppo di sedici escursionisti, arrivati in auto a Selva di Val Gardena, circa 1500 m., nostro punto di partenza.
    Abbiamo percorso parte della Vallunga e iniziato poi la salita verso il rifugio Puez a circa 2400 m. seguendo l’Alta Via delle Dolomiti n.2. Da qui ci siamo poi diretti al Piz de Puez a quasi 3000 m. Devo dire che credo di non avere mai visto un panorama così bello: una vista a 360 gradi sulle cime che svettavano tutto intorno a noi. Siamo poi tornati al rifugio, dove abbiamo tracorso la notte.
    La mattina seguente ci siamo diretti verso il Sassongher, che la maggior parte del gruppo ha percorso fino alla cima, a 2665 m. Siamo poi ridiscesi e ripreso la salita verso l’ultima cima prevista nell’escursione, il Sas Ciampac.
    Da qui è iniziata poi la lunga e varia discesa verso le auto, dove peraltro si stava svolgendo una bella festa popolare e dove abbiamo approfittato per farci una birra e gustare i prodotti che venivano proposti.
    Dal punto di vista meteo siamo stati fortunati: non abbiamo avuto pioggia, la temperatura era buona, non freddo, ventoso in alcuni tratti (ma questo lo si mette conto), inoltre la quasi totale assenza di nubi ci ha permesso di vedere panorami spettacolari. La sera del sabato abbiamo potuto godere uno stupendo tramonto che ha dipinto di rosa le pareti rocciose che si vedevano dal rifugio, lasciando poi spazio a un bellissimo cielo stellato (dalle nostre città ce lo sognamo…) che non si sarebbe voluto smettere di guardare.
    Spero che queste poche parole possano essere un incentivo per chi non ha partecipato e volesse unirsi a noi per la due giorni del prossimo anno o ad una qualsiasi altra gita proposta dal nostro Cai.
    Adesso, un saluto e un ringraziamento a tutta la compagnia e con cui mi sono trovata benissimo: Terry, per la sua presenza sempre e per il suo incoraggiamento, Paola, Luigi, Giulio, Mariella, Anna e Mario (alla sua prima esperien sulle Dolomiti), Pic con le sue inseparabili stampelle (guardatelo nelle foto, ci tiene…), Andrea, Enrico, Rina, Ilaria e, per finire, Francesca, ultimo “acquisto” del Cai di Trezzo, alla prima esperienza a 3000 m. di altezza (brava Francy!).
    Infine, un ringraziamento particolare agli organizzatori: a Cristiano, per la disponibiità, l’esperienza e la conoscenza del luogo, e a Raffaele, perchè c’è, per tutto, come sempre.
    Alla prossima!
    Ciao
    Gio

    Ps: se ho dimenticato qualcosa, correggetemi!

    • Francesca

      Concordo con Giovanna, bellissima gita, anche per me che sono alle prime armi… Infatti ero sempre l'ultima! Ringrazio in particolare Raffaele che mi ha incoraggiato a salire sul Puez nonostante tutti i miei "oddio non ce la faccio più"…. ragazzi che vista!! Spero di migliorare le mie performance con il tempo e di riuscire a salire ancora più in alto!
      Grazie Gio per il brava 🙂
      Alla prossima
      Francesca (alias Frappy )

      • terry Post author

        Ma dai "Frappy" non essere modesta, sei stata proprio brava perchè sia il dislivello che le ore di camminata sono stati veramente impegnativi e per una neofita come te era proprio una bella prova di resistenza. Hai la stazza e la stoffa giusti per entrare a far parte di questo mondo di scalmanati che si lasciano piacevolmente innamorare della montagna. Sono sicura che ti lascerai sempre di più trasportare dal fascino che l'ambiente montano sa trasmettere e col tempo riuscirai a sopportare senza problemi le fatiche che esso ci richiede. Scoprirai quanto la montagna saprà arricchirti e darti una grande mano a forgiare e temprare la tua persona.  Alla prossima. Terry 

  19. Giuseppe

    E’ passata quasi una settimana dalla meravigliosa avventura che abbiamo condiviso sul Monviso (scusate il gioco di parole) , ed ancora e’ vivo nella mia mente l’intero scorrere dei momenti, delle giornate, delle splendide sensazioni che ho vissuto con un gruppo meraviglioso ed unico.
    Grazie ancora a tutti.
    Giuseppe (2)

  20. Michele Lecchi

    Questa domenica 14-7-2013 ho partecipato alla escursione organizzata dal CAI Trezzo e dal CAI Brignano al rifugio Gran Tournalin. Bellissimo posto e bellissima giornata, …e sopratutto bellissima squadra di partecipanti, tutti simpatici ed allegri. Le montagne non sarebbero così belle come mi appaiono se non avessi gli amici con cui condividerle. Questa è stata una delle mie più belle giornate.
    La pagina nel mio blog:
    http://ilpensierodioggi.blogs.it/2013/07/15/tra-il-sole-e-le-nuvole-al-rifugio-gran-tournalin-16238733/
    la pagina con l'album delle 100 fotografie:
    https://picasaweb.google.com/112779267353757966980/RifugioGranTournalin1472013?authuser=0&feat=directlink

    • Giovanna

      Ciao Michele, sono d’accordo con te. Anche io domenica mi sono davvero divertita. In verità mi diverto sempre, ma domenica è stato proprio bello! Percorso facile, adatto a tutti, salita senza difficoltà, nè pendenze particolari. Bella anche la discesa, saltellando su sassi e radici, tra prati e bosco. Splendida la valle che abbiamo attraversato costeggiando torrenti e piccoli corsi d’acqua. Anche i centri abitati della zona (che io personalmente non conoscevo) sono molto caratteristici e meritano una visita. Il tempo è stato buono, con sole e nuvole a tratti. Come sempre, un bel gruppo allegro, con la voglia di stare insieme e condividere la bellezza di questi posti.
      Un saluto e un ringraziamento a tutti i partecipanti!
      Gio

  21. Paolo Margutti

    6/7 luglio Escursione al monte Pasquale partenza ore 7.30. Siamo in otto con due macchine, destinanazione il rifugio “Pizzini Frattola” in Val Cedec. Giungiamo al rigugio nel primo pomeriggio accolti da un ambiente fantastico. Verso le ore 18 ci raggiunge Billy con la moglie , reduci da una tregg sul Bianco. Domenica mattina sveglia ore 4, colazione e partenza. Nel buio si scorgono le luci di chi da tempo è già partito verso il re, il Gran Zebrù. Dopo mezz’ora sosta presso una grande pietra, mettiamo i ramponi, formiamo tre cordate e la salita sul ghiacciaio comincia. È stato bellissimo. Un’escursione senza difficoltà e pericoli che ci ha portati in circa tre ore sulla vetta del monte Pasquale (metri 3550). Lo sguardo sconfinava dal Gran Zebrù fino ai ghiacciai dei forni. In fianco a noi il Cevedale. Dopo una breve sosta il ritorno per la medesima traccia.
    Devo un particolare ringraziamento a Billy che ha organizzato e supportato l’escursione in modo impeccabile, non tralasciando di impartirci alcune delle più elementari nozioni utili a chi va in montagna. Veramente un simpatico, serio e competente istruttore CAI. Saluto tutti i miei compagni “d’avventura ” e nel contempo rinnovo gli auguri più cari a Billy per i suoi primi cinquant’anni. Ciao a tutti, Paolo

  22. Michele Lecchi

    Complimenti al CAI per l'apertura di questo blog e complimenti ai primi commentatori.
    Ho fatto alcune fotografie durante l'escursione al Monte Mucrone (Biella, Santuario di Oropa) di questa domenica 23 giugno 2013, e vi invito a venire a vederle nella pagina del mio blog:
    http://ilpensierodioggi.blogs.it/2013/06/24/dal-santuario-di-oropa-al-monte-mucrone-16161578/ 
    Devo dire che sono felice di aver ricominciato a frequentare il CAI (io sono "stagionale", cioè arrivo a farmi vivo solo in estate, mentre in inverno abbandono perchè impegnato in altre mie attività).
    …il CAI…   un ambiente dove trovo serenità, amicizia e allegria.   Grazie a tutti per le belle giornate che mi regalate!
    Michele

    • Giovanna

      Ciao Michele, un ringraziamento anche a te per il tuo commento, in particolare perchè sottolinei il fatto di stare bene in questo gruppo. Per la gita di domenica, nonostante ci siamo persi dei bei panorami a causa delle nuvole, è stato piacevole, come sempre, per via della compagnia. Non voglio essere troppo ripetitiva, ma ci tengo a ribadire l'importanza di condividere queste esperienze con altri. Belle le tue foto sul tuo blog e la tua descrizione, esauriente come al solito. Alla prossima! Un saluto a tutti! Gio

  23. admin Post author

    Mercoledì 12 giugno 2013, con una bellissima cerimonia circondati dai parenti e dagli amici più cari, si sono uniti in matrimonio Andrea e Erika.

    Ad entrambi, da parte dei compagni di tante avventure del CAI, vanno gli auguri più sinceri per questo nuovo ed importantissimo "viaggio"!

    Un abbraccio dagli amici del CAI di Trezzo sull'Adda

    • Andrea

      Ciao,  un grazie di cuore a tutti gli amici del CAI di Trezzo e conoscenti.  Una giornata "strana" quella del matrimonio in quanto rappresenta l'inizio di una scalata che passo dopo passo mi vedrà insieme a mia moglie e con lei scoprire nuove emozioni, vivere fatti ed esperienze giorno dopo giorno.  Un po' come per le salite sulle vette delle nostre care montagne!!!
      Ringrazio con un abbraccio caloroso gli amici che ci sono stati vicini.
      Andrea ed Erika

  24. Giovanna

    Ciao a tutti! Oggi gita Alpe Uschione. È stata una bella escursione, facile, con alcuni tratti più in pendenza e bei panorami. In particolare, il centro abitato di Uschione con quelle casette in pietra sparse in mezzo ai prati, varie fontanelle e piccoli scorci. È veramente suggestivo. Val la pena di arrivarci.
    Tuttavia eravamo in pochi, nonostante il tempo abbia retto bene: niente pioggia, mattina coperto e un bel sole caldo nel pomeriggio.
    Inoltre, siamo capitati nel mezzo di una festa del paese che si svolgeva proprio oggi, accettando la gradevole ospitalità della gente del posto.
    Dopo questa sosta “aperitivo” ci siamo incamminati verso la cima, da cui si poteva godere di una bella vista sulla valle, dove si trova Chiavenna, e sullo spettacolare arco alpino.
    Lungo la strada del ritorno, siamo andati alla ricerca delle incisioni rupestri, indicate dal cartello all’inizio del sentiero e… mai trovate. O meglio, osservando bene bene, due piccole incisioni le abbiamo anche viste, ma nient’altro… Quindi abbiamo allungato un tantino il giro, ma quando c’è una bella compagnia va sempre bene!
    Un saluto e un ringraziamento a tutti i partecipanti e a Giovanni che ha organizzato questa bella gita. Ciao
    Gio

    • Giovanni (Pic)

      Contento che questa escursione ti sia piaciuta e, a sentire gli altri partecipanti, sia stata gradita anche agli altri temerari. Temerari perché non si sono lasciati scoraggiare dalle previsioni poco garantiste. Quello delle previsioni meteo è un sistema selettivo: lascia a casa quelli che vogliono la certezza dell'evento e mettono in secondo piano l'obiettivo MONTAGNA. Forse sono drastico nel giudizio ma, ritengo, quando le previsioni indicano variabile, non è detto che debba volgere al brutto tempo. Parafrasando: bisognerebbe guardare il "bicchiere mezzo pieno". Mi ha dato ragione la decima partecipante che al sabato pomeriggio ha cambiato idea e si è presentata alla partenza contenta di averlo fatto.
      Felice di vedervi alla prossima. CIAO
      Giovanni (PIC)

  25. mario

    Trekking a Capo Verde – maggio 2013
    Premessa: da quanto scrivo… si vede chiaramente che non ho un….niente da fare quando c'è brutto tempo.

    Fuori piove, è un mondo freddo… ….e la Saudade si fa risentire.
    Nostalgia del sole africano e delle persone di Sant Antao.
    Dei discorsi di turismo responsabile, cucina, Buddismo all'occidentale e tanto altro, con Ermanno e tutti voi.
    Incubi notturni: portate enormi di pasta e pesce che volteggiano sulla testa. Tyson alle spalle che mi comanda: " Mangia tutto!"
    Mi ritrovo spesso col braccio orizzontale teso in avanti, la mano a cucchiaio e, sopra di essa, un sasso nero che mi guarda e tenta di dirmi qualcosa (mitico Cesare, grande insegnamento, grazie!).
    Sento ancora l'eco dei comandi secchi e decisi della teutonica Hanna Von Piccolen che cadenza i passi del gruppo di testa: "Ein Zwei Drei….Passen! Jawohl fieldmarshal!"
    Ma passiamo ai numeri:
    foto di Mario: 837
    Foto di Terry: si stima circa 4mila…più o meno.
    Foto di Alma: si narra che superino la fantastica cifra di 10mila (Alma, vorrei avere anche solo un decimo della tua energia, Un soprannome? Non ho dubbi, Duracell 🙂
    Foto di Claudio: 20…….no, non 20mila……20 e stop 🙂
    Foto di Roberto:…..tanto non le vedrò mai, aspetto ancora quelle del Nepal 🙂
    Altri reporter: non pervenute

    Ho fatto una piccola presentazione (si dai, dura solo 8min…ce la potete fare) che condensa il nostro viaggio. 
    Il filmatino è semi-serio/ironico, di fonte rigidamente indipendente…. in altre parole, è solo mio, il CAI non ha nessuna responsabilità civile ne penale 🙂
    Mi sia concessa la licenza di scherzare su alcuni aspetti…d'altronde "ho già dato" nel senso che sono stato massacrato con l'etichetta di Gay e pedofilo anche se la più infamante è stata quella di "Abbuffino"….proprio io…che spelucchio qui e là come un passerotto, mi nutro giusto per sopravvivere. 
    La verità è che sono lento a mangiare, molto lento…e così sembra che mangio molto…..non vi ho convinti eh?
    Ecco il video, mettete lo schermo al massimo, musica a palla e magari un goccetto di Grog, buona visione http://youtu.be/iLDifbQ80hM 
    Il filmato è forse un pò veloce…se non riuscite a leggere le str…stupidate che scrivo, stoppatelo un attimo…

    È stato un vero piacere passare questi giorni in vostra compagnia, ho sempre da imparare tante cose e voi siete stati tutti dei grandi maestri, veramente. Grazie di cuore!!
    A presto!
    Mario

  26. Giovanna

    Ciao a tutti! Quello del 2013 è primo raid a cui partecipo e posso dire che è stata una bellissima esperienza. I colli bolognesi che abbiamo attraversato hanno un fascino spettacolare e percorrere questi luoghi in mtb permette di godere della vista di magnifici paesaggi e stare in mezzo alla natura, lontano dal traffico cittadino. In bici ci si può permettere di fermarsi e curiosare in diversi angoli che, girando in auto, non verrebbero forse quasi considerati. Sono infatti parecchi anche i piccoli borghi presenti tra queste colline, ognuno con la sua storia da raccontare, e che abbiamo scoperto con le nostre guide. Abbiamo inoltre conosciuto persone ospitali del posto e gustato prodotti tipici di questa zona d’Italia. Molto belli i sentieri percorsi in mezzo ai boschi, anche se alcuni tratti erano resi difficoltosi dalla presenza del fango dovuto alla pioggia di questi giorni. Per quanto riguarda il tempo, in effetti siamo stati abbastanza fortunati, a parte una giornata in cui abbiamo pedalato comunque nonostante la pioggia e il vento freddo. Che bravi è? Inoltre, salvo in modo particolare le corse in mtb nei prati. Troppo bello scivolare su e giù con la bici in mezzo al verde e ai fiori! L ‘ultimo giorno si sono uniti a noi anche i ragazzi di Ciclonatura, eravamo proprio un bella compagnia… L’aspetto secondo me più importante in queste occasioni è il “condividere” queste esperienze con altri. A chi mi conosce, lo dico continuamente perché ci credo davvero. Siamo stati un bel gruppo e ci siamo divertiti. Conservo un bel ricordo di questi momenti passati insieme e ringrazio tutta la banda con cui spero di trovarmi anche il prossimo anno: Terry, pilastro del Cai, nonchè fotoreporter quasi ufficiale del raid, Alberto, anche lui nuovo del raid come me, Fabio, per la simpatia e disponibilità, poi Maurizio, Flaminia, Battista (e con noi virtualmente anche Pierino… uououo…), le nostre guide Federico e Loredano, rifornitori di vinello durante le pause pranzo che, scherzi a parte, ringrazio di cuore per la competenza e la passione che ci mettono,, e infine un ringraziamento speciale a Raffaele, che ha reso possibile tutto questo, per la sua serietà e la sua disponibilità, come sempre. Alla prossima! Ciao! Gio

    • admin Post author

       

      Ciao Giovanna …. è stato un vero piacere partecipare al raid in mountain bike anche quest’anno perché, seppur molto …. molto  … ma molto duro (almeno per me) ci ha fatto scoprire anche quest’anno meravigliosi angoli della nostra Italia dove il turismo classico non arriva. Grazie alle guide emiliane, che da anni conosciamo e con le quali abbiamo oramai un bel rapporto di amicizia, riusciamo ad immergerci completamente in una natura dove l’uomo e l’ambiente si fondono e aprono lo spazio alla pace e alla poesia. Ogni sera attorno alla buona tavola emiliana che ci accoglieva con i suoi straordinari sapori, riprendevamo le forze e “resettavamo dalla mente” le faticose salite e i pesanti pantani attraversati lungo i percorsi giornalieri. Quattro stupendi giorni trascorsi all’insegna della serenità e della gioia di stare insieme per condividere una passione comune. Grazie quindi soprattutto a Raffaele, ma un grazie a tutti i partecipanti che hanno concorso a rendere il Raid una bella avventura da ricordare.

      Terry

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